Alle otto del mattino, nella maggior parte dei locali di Roma, non c’è una cucina accesa: c’è una vetrina. Vi danno quello che è già lì dentro, ed è il motivo per cui la colazione italiana si consuma in tre minuti in piedi.
Da noi a quell’ora la cucina sta già lavorando, ed è l’unica cosa che conta davvero in questo articolo. Vuol dire che le uova le facciamo adesso, lo yogurt lo componiamo adesso, e l’avocado toast lo montiamo quando lo ordinate. Non è una vetrina con più scelta: è un servizio diverso.
Perché una cucina aperta a colazione cambia tutto
La differenza si sente su tre cose. Le uova, che o si fanno al momento o non si fanno: non esiste modo di tenerle pronte. Il pane tostato, che va fatto sul momento o non serve a niente. E tutto ciò che si assembla a crudo — avocado, salmone, pomodoro — dove la differenza fra fatto ora e fatto prima si vede a occhio.
È lo stesso principio per cui a pranzo e a cena avete una cucina davanti e non un banco frigo. Solo che alle otto del mattino, a Roma, ce l’hanno in pochi.
Chi viene a fare colazione da noi
Tre tipi di persone diverse, con la stessa esigenza: il tempo di sedersi.
I turisti stranieri, che a Roma cercano una colazione salata e trovano ovunque soltanto vetrine di dolci. Per chi arriva da nord Europa, Stati Uniti o Australia, cominciare la giornata con un cornetto non è una scoperta culturale: è saltare la colazione.
Chi lavora alla FAO, che sta esattamente di fronte: basta attraversare la strada. Sono colleghi che arrivano da tutto il mondo, per cui uova e pane tostato la mattina sono la normalità e non un’eccezione, e che hanno la fortuna di poter fare colazione seduti prima di entrare in ufficio. Gli orari infrasettimanali, dalle 8, sono pensati esattamente per questo: si esce dall’ufficio, si attraversa, e si fa colazione seduti — con il wifi, se serve restare a lavorare.
E chiunque abbia mezz’ora da spendere. Una colazione al banco dura tre minuti; questa dura il tempo che volete, seduti, con i piatti che escono dalla cucina mentre li aspettate. Non è la stessa cosa fatta meglio: è proprio un’altra cosa, e va scelta apposta.
L’English Breakfast, 11 euro
È la colazione americana per come la si intende davvero: uova strapazzate con bacon e pane tostato, a 11 euro. Le uova arrivano dalla cucina appena fatte, non da un contenitore in caldo.
È il piatto che risolve due situazioni: chi arriva da un paese dove la mattina si mangia salato e a Roma non trova niente del genere, e chi ha davanti una giornata lunga e vuole partire con qualcosa che regga fino a sera.
L’avocado toast, tre versioni e tre prezzi
Lo facciamo in tre gradazioni, che è il modo più onesto di gestirlo. Con pomodoro 9 euro — avocado, pomodoro e salsa teriyaki. Con uova sode 11. Con salmone 13, con l’aggiunta della crescenza.
La differenza di prezzo sta tutta nell’ingrediente che cambia, non nella porzione: chi prende quello da 9 non riceve un piatto più piccolo.
Lo yogurt greco, 8 euro
Due versioni, entrambe a 8 euro: con frutti di bosco e muesli, oppure con Nutella, crema mou e muesli. È l’alternativa per chi la mattina non vuole il salato ma nemmeno una brioche: regge fino a pranzo senza appesantire.
Se avete poco tempo
Il toast classico — prosciutto cotto e formaggio — è a 5 euro. I sandwich sono 6, in quattro varianti: prosciutto crudo e mozzarella, cotto e mozzarella, pomodoro e mozzarella, pomodoro e tonno.
C’è ovviamente anche il bar, con tutta la caffetteria. Una cosa utile da sapere: ogni bevanda al caffè si può avere con soia, orzo, decaffeinato o ginseng, con un sovrapprezzo di settanta centesimi. Non è una voce nascosta in fondo alla lista, è una variante di ogni riga.
Gli allergeni sono indicati piatto per piatto nella pagina del menù colazione.
Gli orari, che è dove si sbaglia
La colazione si serve dalle 8:00 alle 11:30 dal lunedì al venerdì. Il sabato e la domenica si comincia alle 10:00, sempre fino alle 11:30: nel fine settimana la finestra è di novanta minuti.
È la cosa che manda a monte più colazioni di quante se ne pensi, soprattutto per chi è in viaggio e la domenica si presenta alle otto. Dopo le 11:30 la cucina non chiude: passa alla carta del pranzo.
Spremute ed estratti, fino alle 16:30
La spremuta d’arancia a 4,50 e i due estratti si ordinano fino alle 16:30, non solo la mattina. Gli estratti sono a 6 euro: Kimberly con arancia, mela, mirtillo e menta, Sandy con ananas, carota, limone e zenzero.
Da maggio a settembre arrivano i freddi — caffè freddo, cappuccino freddo, caffè shakerato e il tea freddo al limone che facciamo in casa. Sono stagionali sul serio: d’inverno non ci sono.
Dove siamo
Viale Aventino 32: tre minuti a piedi dal Circo Massimo, quattro dalla metro B. La mattina è l’ora in cui questa zona dà il meglio, con le strade ancora vuote — se volete costruirci intorno la giornata, l’abbiamo raccontato nella guida alla zona del Circo Massimo.
Siamo aperti 365 giorni l’anno, festivi compresi, e la colazione c’è tutti i giorni. Poi la giornata prosegue fino a tardi: dalle 18 alle 19:30 c’è l’aperitivo.
Domande frequenti
Fate la colazione americana?
Sì. L’English Breakfast è a 11 euro: uova strapazzate con bacon e pane tostato, fatte al momento. C’è anche lo yogurt greco a 8 euro in due versioni e l’avocado toast da 9 a 13.
A che ora si fa colazione?
Dalle 8:00 alle 11:30 dal lunedì al venerdì; il sabato e la domenica dalle 10:00 alle 11:30. Nel fine settimana si comincia più tardi: conviene verificarlo prima di uscire.
Le uova sono fatte al momento?
Sì. Alle 8 del mattino la cucina è già aperta, quindi le uova si fanno quando le ordinate e il pane si tosta sul momento. È la differenza principale rispetto a una colazione da banco.
Quanto costa una colazione salata?
Dal toast classico a 5 euro e dai sandwich a 6, fino all’English Breakfast a 11 e all’avocado toast con salmone a 13. Lo yogurt greco è 8.
Avete alternative vegetali al latte?
Sì, su qualsiasi bevanda al caffè: soia, orzo, decaffeinato o ginseng, con settanta centesimi di sovrapprezzo.
C’è il wifi e ci si può fermare a lavorare al tavolo?
Sì a entrambe le cose. Il wifi c’è, e la mattina la sala è tranquilla: ci si può sedere, fare colazione con calma e restare a lavorare. Per chi lavora qui intorno — la FAO è dall’altro lato della strada — è il modo di cominciare la giornata seduti a un tavolo invece che in piedi al banco.
Si può fare colazione la domenica e nei festivi?
Sì. Siamo aperti 365 giorni l’anno: la domenica e nei festivi la colazione si serve dalle 10:00 alle 11:30.
Prenota un tavolo — aperti 365 giorni l’anno, Viale Aventino 32, a due passi dal Circo Massimo.
Altre domande pratiche — orari, parcheggio, cani, accessibilità — nelle domande frequenti.


